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| La cover della versione "Atomica" in versione limitata numerata da 300 copie |
Sembra ieri e son passati trent'anni.
Ogni generazione ha il suo
periodo magico da ricordare con nostalgia canalis (<---neologismo che
chi segue il
blog dell'autore conosce bene).Ma pur facendo parte della
generazione di cui parla l'Apreda sono obbiettivo nell'affermare che la
nostra ha qualcosa di magico. Non conosco i retroscena culturali e socio
economici che l'hanno causata, ma per la prima volta nella storia
sociologica nazionale, il vasto e multiforme immaginario collettivo è
stato identico uniforme in tutto lo stivale. Quello che faceva, giocava,
sognava, leggeva un bambino a Domodossola, Spilamberto, Narni o Rende è
stato grossomodo uguale per tutti.
Ma la cosa più straordinaria (che
ci rende forse unici noi degli anni80) è stata anche la medesima
partecipazione attiva,la stessa fruizione con la stessa intensità
emotiva.
Non a caso una decina d'anni fa o poco meno, il nostro aveva
aperto un blog in cui parlare (anche) di argomenti inerenti le passioni
di imberbi degli anni 80 radunando grazie al passaparola centinaia di
followers che ci si rivedono sussurando tra lacrime
napulitante(<--altro neologismo) "pure io, pure io".
E da questa
ondata di ricordi che nasce nell'inconfodibile stile di scrittua del Doc
Manhattan (il nickname di Apreda sul suo blog) questo libro. Non solo
un tuffo nei ricordi, ma la descrizione quasi romanzata se non fosse che
di inventato non c'è nulla, in cui possiamo vedere noi stessi che
facevamo le stesse identiche cose.
Un libro che si legge tutto d'un
fiato,fresco frizzante e che lascia un po' l'amaro in bocca per i tanti
argomenti che non sono stati trattati (ma nessuno vieta altri capitoli a
venire) e che ti fa venire voglia di dire a libro chiuso: "ne voglio
ancora".
Non la solita sfilza di argomenti, che di libri così sugli
anni 80 ce n'è a iosa, ma un piccolo affresco divertente e a volte
malinconico di cosa abbiamo vissuto.
Un libro da avere per chi c'era, ma anche per quelli venuti dopo perchè sappiano cosa si son persi!