15 novembre 2011

Un fumetto di genere - [rece] John Doe 12 e 13

Un paio di numeri dopo la svolta avvenuta nel numero 11 e dopo aver accantonato temporaneamente il mio scetticismo sulla gestione dei tre autori sul personaggio, eccoci qui a parlare dei numeri 12 e 13 della serie John Doe.
 


La fine del numero 11 era la premessa su quello che sarebbe successo ovvero un viaggio nei generi letterali per John Doe cosciente di essere chi sa lui ma con i vari comprimari come personaggi di  ruolo di ambientazioni fantasy (n°11) e horror (n°12) fino ad adesso.
Premesso che l’idea la accetto come consecutio logica del percorso che ha intrapreso John in questa quarta stagione, passo a esprimere il mio parere sui singoli albi.
“La stirpe della signora nera” sceneggiato da Bartoli e Torti ambientato nel fantasy è un semplice e autoconclusivo albo senza particolari invenzioni metafumettistiche (a parte John che sa di essere un personaggio di un fumetto e che quella non è “la sua realtà”).Un assaggio di normalità editoriale (il monito/rimprovero/punizione che hanno gettato addosso i tre autori a John alla fine del’11° albo) come risposta alle lamentele dei critici.
Sia ben chiaro, non è stato affatto un pessimo albo, anzi un’ottima lettura ma soprattutto una bellissima prova grafica per Torti,Galliccia,Pontrelli.
Le citazioni poi al castello di Greyskull, la favola presa in prestito dal film i Goonies e tanto ancora hanno impreziosito questo piccolo gioiellino.
“Apri gli occhi John” esplora invece il genere horror; abbiamo ai testi Uzzeo che qui si consacra autore d.o.c. per John Doe e che riscrivendo la vicenda di “Io sono leggenda” (rigorosamente il romanzo) a uso e consumo del nostro protagonista riesce anche a strapparci qualche riflessione nuova sul personaggio e il rapporto che ha avuto con i suoi comprimari e anche qualche scena comica e grottesca in cui infilare un po’ di citazionismo come è prassi da queste parti.
Ai disegni avrei preferito un disegnatore dal tratto più canonico; lo stile cartoonico o quello che a me sembra tale va bene per i momenti leggeri della storia ma nei momenti più concitati e dinamici non posso non pensare che un tratto più classico avrebbe giovato non poco.
Per carità i disegni del team Rossi Endrighi,Morini mi piacciono e che ho trovato che per questa storia forse qualcuno di diverso sarebbe stato meglio.
Che dire:la curiosità e la gioia della lettura son tornate, cerco di scacciare la vocina che mi dice “si ma a che pro tutto ciò?” e aspetto l’evolversi della situazione nei vari albi

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